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Cronaca

Covid Castellammare, focolaio all’Oasi San Francesco: 43 i positivi

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Focolaio nella Residenza Sanitaria Assistenziale alla collina della città. Le condizioni dei positivi non sono attualmente preoccupanti

Castellammare di Stabia. Positivi al tampone 43 ospiti su 65 nella RSA Osasi San Francesco. A renderlo noto è l’ASL Napoli 3 Sud che fa sapere «Nell’ ambito dell’attività di screening periodico effettuata dall’Asl Napoli3 Sud all’interno delle Rsa situate nel territorio di competenza dell’Azienda Sanitaria, è emerso un focolaio Covid all’interno della Residenza Sanitaria Assistenziale denominata “Oasi San Francesco”. In particolare, sono risultati positivi al tampone 43 ospiti, sui 65 attualmente presenti, e 15 operatori sanitari. L’Unità dell’Asl Napoli 3 Sud diretta dal responsabile Covid-19, dott. Antonio Coppola, ha disposto immediatamente l’isolamento di tutti i pazienti, nessuno dei quali attualmente desta preoccupazione per le condizioni di salute, e ha provveduto alla sanificazione dell’intera struttura, in cooperazione con la Direzione Strategica dell’Asl. L’Amministrazione Comunale di Castellammare di Stabia è stata informata sulla vicenda ed è in costante contatto con l’Azienda Sanitaria per tutti gli aggiornamenti del caso».

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Cronaca

Anziana deceduta nella rsa Santa Rita, la famiglia non sapeva del contagio

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“Un’anziana ospite della struttura Santa Rita è morta senza che la famiglia sapesse neppure che era stata contagiata”. È la denuncia del capogruppo di Italia viva, Andrea di Martino, che torna sulla preoccupante situazione del focolaio nella casa di riposo “Santa Rita” a Castellammare. “Sono indignato dall’assenza di risposte da parte dell’amministrazione Cimmino, a cui come consiglieri di opposizione avevamo chiesto di intervenire su quanto sta accadendo nelle strutture residenziali per anziani” spiega il consigliere di opposizione. Dopo la morte dell’anziana stabiese, Di Martino rinnova la richiesta al sindaco Cimmino: “Bisogna avere la massima attenzione per le residenze degli anziani e le case di cura, perché i dati di questa pandemia hanno dimostrato che proprio in queste strutture si sono registrati le maggiori criticità.
La politica sia di supporto al lavoro incessante messo in campo dall’asl con un lavoro sinergico che abbia come unico scopo la capacità di prevenire ed eliminare eventuali anomalie
Apprendiamo notizie allarmanti e di focolai scoppiati in alcune case di cura, tra queste quella di S. Rita, sulla quale riteniamo che bisogna attivarsi per avere riscontri a tutela degli anziani che vi soggiornano, degli operatori sanitari che svolgono il loro lavoro e nel rispetto delle loro famiglie.
Questa estate tra l’altro si era depositata una interrogazione sulle condizioni di funzionamento di questa Rsa.
La risposta che è stata fornita, nel mese di novembre, dagli uffici non è stata del tutto rassicurante. Ed infatti oggi apprendiamo queste notizie allarmanti.

Nell’interrogazione si  ponevano  degli interrogativi sulla gestione delle struttura, e non tutti furono chiariti dalle verifiche effettuate dal Comune che precisò come «a causa dell’ emergenza sanitaria in corso, preso atto dell’aumento esponenziale dei casi , si è ritenuto opportuno non concretare un’ulteriore ispezione di verifica nei tempi definiti, al fine di ridurre le occasioni di contagio e contatto sia con gli ospiti presenti sia  con il personale presente inteso a garantire il servizio, in tal senso l’amministrazione si riserva di verificare la veridicità di quanto dichiarato”.

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