Seguici sui Social


Cronaca

Covid, continua la fila di ambulanze al San Leonardo. Nella notte altri 4 decessi

Avatar

Pubblicato

il


PUBBLICITA

Nella notte quattro decessi di pazienti in attesa di ricevere assistenza

Castellammare di Stabia. Una fila che non si interrompe mai. Anche questa mattina diverse ambulanze si sono incolonnate in attesa di affidare i pazienti positivi al pronto soccorso che è ancora saturo. Non solo Castellammare. I malati provengono da diversi comuni del comprensorio. Le ambulanze si rivolgono al nosocomio stabiese perchè è l’unico ospedale con un pronto soccorso ancora aperto anche se saturo. Ore di attesa in coda per entrare in pronto soccorso sperando che si liberi presto una postazione. Sono diversi giorni ormai che la situazione al San Leonardo è critica. Nella notte quattro persone sono morte sulle barelle in attesa di ricevere assistenza. I pazienti vengono poggiati sulle barelle in attesa che possa liberarsi un letto. Sature le postazioni a disposizione in pronto soccorso ma anche quelli dell’obitorio con diversi feretri all’interno. Sulla questione è intervenuta anche la deputata stabiese del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro che ha fatto sapere di aver «illustrato la questione al Ministro Speranza» e chiesto in Parlamento al ministro della Salute di «ignorare quei numeri fasulli su posti letto inesistenti che gli sono stati inviati dalla Regione». «Se i posti letto ci sono come sostiene De Luca allora vengano messi a disposizione delle persone che in queste ore stanno rischiando e in alcuni casi perdendo la vita; se invece questi posti non ci sono come è evidente e come dimostra anche la situazione tragica dell’Ospedale San Leonardo nella quale la sala mortuaria è ormai piena e dal quale mi arrivano ogni giorno segnalazioni di persone positive in attesa nelle ambulanze o ferme all’interno della loro vettura davanti al Pronto Soccorso, allora è necessario intervenire adesso mettendo da parte orgogli personali o territoriali, bagarre politiche e tifoserie: nessuno può permettersi di giocare con la vita delle persone».

Pubblicità

Cronaca

Anziana deceduta nella rsa Santa Rita, la famiglia non sapeva del contagio

Avatar

Pubblicato

il

“Un’anziana ospite della struttura Santa Rita è morta senza che la famiglia sapesse neppure che era stata contagiata”. È la denuncia del capogruppo di Italia viva, Andrea di Martino, che torna sulla preoccupante situazione del focolaio nella casa di riposo “Santa Rita” a Castellammare. “Sono indignato dall’assenza di risposte da parte dell’amministrazione Cimmino, a cui come consiglieri di opposizione avevamo chiesto di intervenire su quanto sta accadendo nelle strutture residenziali per anziani” spiega il consigliere di opposizione. Dopo la morte dell’anziana stabiese, Di Martino rinnova la richiesta al sindaco Cimmino: “Bisogna avere la massima attenzione per le residenze degli anziani e le case di cura, perché i dati di questa pandemia hanno dimostrato che proprio in queste strutture si sono registrati le maggiori criticità.
La politica sia di supporto al lavoro incessante messo in campo dall’asl con un lavoro sinergico che abbia come unico scopo la capacità di prevenire ed eliminare eventuali anomalie
Apprendiamo notizie allarmanti e di focolai scoppiati in alcune case di cura, tra queste quella di S. Rita, sulla quale riteniamo che bisogna attivarsi per avere riscontri a tutela degli anziani che vi soggiornano, degli operatori sanitari che svolgono il loro lavoro e nel rispetto delle loro famiglie.
Questa estate tra l’altro si era depositata una interrogazione sulle condizioni di funzionamento di questa Rsa.
La risposta che è stata fornita, nel mese di novembre, dagli uffici non è stata del tutto rassicurante. Ed infatti oggi apprendiamo queste notizie allarmanti.

Nell’interrogazione si  ponevano  degli interrogativi sulla gestione delle struttura, e non tutti furono chiariti dalle verifiche effettuate dal Comune che precisò come «a causa dell’ emergenza sanitaria in corso, preso atto dell’aumento esponenziale dei casi , si è ritenuto opportuno non concretare un’ulteriore ispezione di verifica nei tempi definiti, al fine di ridurre le occasioni di contagio e contatto sia con gli ospiti presenti sia  con il personale presente inteso a garantire il servizio, in tal senso l’amministrazione si riserva di verificare la veridicità di quanto dichiarato”.

Continua a leggere

DALLA HOME

Pubblicità

Trending