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La Juve Stabia, l’esame più difficile si chiama Bari. Ma chi ha l’obbligo di vincere sono i ragazzi di mister Auteri

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Bari-Juve Stabia sarà il big match della nona giornata di campionato di Serie C nel girone C

Domenica pomeriggio la Juve Stabia sarà ospite del Bari, corazzata del girone con l’obbligo di vincere. Sarà un match importante, un big match vero e proprio tra due squadre, però, con obiettivi decisamente diversi. Le Vespe allenate da mister Padalino, protagoniste di un ottimo avvio di stagione, hanno cominciato il campionato con il dichiarato obiettivo dalla neo proprietà: “Obiettivo ricostruzione, al massimo un posto nei playoff.” Così i fratelli Langella durante la conferenza di presentazione di qualche mese fa. In casa Bari, invece, da ormai da due anni a questa parte, l’obiettivo resta la promozione diretta dopo il secondo posto dello scorso anno. I ragazzi di mister Auteri hanno l’obbigo di vincere o sarà ulteriore fallimento per il progetto De Laurentiis Jr. E questo obbligo vale già per domenica. Mentre la mente dei calciatori stabiesi è decisamente più sgombra.

Infatti a questa sfida, le due squadre, ci arrivano in modo diverso. La Juve Stabia ha vinto e ben convinto contro il Bisceglie. Il Bari ha perso il derby, la partita più importante per i baresi, contro il Foggia. Gli umori, dunque, sono diametralmente opposti. Sarà decisivo questo aspetto? In partite come queste, probabilmente, più che l’umore, sarà importante la voglia e la qualità dei singoli calciatori che scenderanno in campo. Forse i biancorossi hanno più qualità in mezzo al campo. Forse i gialloblu’, in questo momento, hanno più voglia di emergere. I giovani e giocatori che sono rimasti a Castellammare hanno dimostrato in queste prime uscite di avere tantissima volontà e forza interiore per affrontare al meglio questo campionato difficilissimo. Tanto, ovviamente, faranno anche le scelte due tecnici. Due esperti della categoria. Soltanto domenica potremo sapere chi dei due avrà preparato meglio la gara, sia dal punto di vista tattica sia dal punto di vista mentale.

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Anche il direttore sportivo della Juve Stabia Filippo Ghinassi, intervenuto ai microfoni di TuttoBari, ha presentato la sfida che domenica mettere di fronte le vespe al Bari: “La Juve Stabia viene da una retrocessione molto dolorosa per tutta la piazza. Come idea personale preferisco sempre incontrare chi ha vinto, ma non c’è una regola perché esistono elementi di unicità in ogni gruppo squadra. Non penso che il Bari sbaglierà atteggiamento dopo la sconfitta nel derby. In casa il nostro rendimento è ottimo. Abbiamo ragazzi con qualità importanti in squadra, che se vogliono ambire a giocare nelle categorie superiori non possono farsi scappare una vetrina come quella di domenica. Bari e Juve Stabia hanno obiettivi diversi: il Bari deve vincere, noi dobbiamo ricostruire un nuovo progetto tecnico”.


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Palermo-Juve Stabia, la rivincita di Alessandro Marotta: la doppietta del “Diablo” allontana le ingiuste critiche

La super vittoria del Barbera ha regalato certezza al gruppo allenato da Padalino. E Marotta è stato l’autentico protagonista: ma non era un “pacco”?

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Palermo-Juve Stabia, la rivincita di Alessandro Marotta: la doppietta del “Diablo” allontana le ingiuste critiche

La giornata di ieri, per la Juve Stabia, è stata storica. Il termine giusto è proprio questo, non ci sono altri termini per descrivere l’impresa stabiese. Perché le Vespe al Renzo Barbera di Palermo non avevano mai vinto in tutti i precedenti con i rosanero. Una vittoria incredibile, arrivata in rimonta contro una squadra decisamente attrezzata per essere protagonista in campionato e perché no, anche nella post-season.

Tre punti che scalciano prepotentemente le critiche a squadra e a qualche singolo, che secondo gli “esperti” non stavano rendendo come ci si aspettava. Nel vortice delle critiche, nelle ultime settimane, si è ritrovato Alessandro Marotta, il colpo da 90 del mercato di riparazione. Da quando è arrivato a Castellammare, prima della trasferta di Palermo, aveva segnato solo una rete, su calcio di rigore, contro la Cavese. Pochino, in termini di gol, certo. Ma un attaccante come Marotta, entrato nello spogliatoio gialloblu’ già da leader, ha dato un contributo importante sin da subito in termini di gioco. Rispetto al suo predecessore, Marotta ha subito garantito una fluidità di manovra e dei movimenti che nei precedenti 4 mesi non si erano mai visti. E di questi movimenti ne ha usufruito, ad esempio, il giovane Borrelli. Bravo il classe 2000 a gettarsi negli spazi aperti da Marotta, ma senza determinati movimenti quegli spazi per l’ex Pescara non si sarebbero mai creati.

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Per questo motivo, giudicare Marotta solo per il gol segnato nel derby di Cava è ingiusto. Ha fallito alcune occasioni, è vero, ma il suo apporto alla gara è sempre stato massimale. E Padalino nelle conferenze pre-Palermo lo ha dichiarato più volte: “Il gol per Alessandro non è mai stato un problema, arriveranno anche qui a Castellammare grazie soprattutto all’aiuto dei suoi compagni”. Detto, fatto. Il pomeriggio siciliano è stato magico per Barbagol. Due gol al Barbera, peraltro decisivi, non si segnano spesso. Ma l’ex Vicenza si è dimostrato calciatore di uno status, di un’esperienza e di una classe, decisamente superiori rispetto a tutti gli altri scesi in campo. Due gol di pregevole fattura accompagnati dai soliti movimenti e dal solito lavoro ai limiti dell’area di rigore.

Dunque, se per la Juve Stabia ieri è stata una giornata dal sapore storico, per Marotta è stata la giornata della svolta decisiva. Sono arrivati anche i gol che tanto mancavano. Ora il prossimo obiettivo si chiama Turris ma soprattutto tornare alla vittoria al Romeo Menti. Una vittoria che manca da troppo tempo. Con l’entusiasmo alle stelle e con un Marotta così non sembrerebbe un’impresa impossibile battere i corallini.

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