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Politica

L’ex comandante pronto a fare causa al Comune: «Svolte mansioni di dirigente»

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Avrebbe svolto funzioni dirigenziali senza ricevere un’adeguata remunerazione. Per questo motivo, l’ex comandante della polizia municipale, Alfonso Mercurio, è pronto a fare causa al Comune di Castellammare. Con una diffida inviata lo scorso 3 novembre, affidata allo studio legale Vozza, l’ufficiale dei vigili defenestrato dall’amministrazione Cimmino chiede un riconoscimento economico per le mansioni superiori svolte durante il suo incarico di posizione organizzativa. Una messa in mora e allo stesso tempo una diffida per respingere il recupero delle somme non dovute al capitano Mercurio, avviato dall’amministrazione comunale, in seguito alla revoca della posizione organizzativa per un errore di valutazione dei titoli dei candidati.
Mercurio quindi chiede all’ente di non trattenere le somme da recuperare e di pagare le differenze retributive rispetto alla mansione superiore sinora svolta. E annuncia di essere disposto ad andare fino in fondo e a trascinare Palazzo Farnese in Tribunale. Un’altra grana a Palazzo Farnese legata al caos del bando delle posizioni organizzative.

Daniele Di Martino


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Politica

L’INCHIESTA | Il costruttore e l’aspirante assessore, mani sui fondi europei. Intercettazione choc: «Se ci sei… lo so che mi pensi»

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polizia comune

Un costruttore e un politico. Parlano di lavori, accordi e garanzie di una «spartizione». Il garante della grande operazione sarebbe proprio un imprenditore molto noto a Castellammare, intercettato per mesi dagli investigatori. Colloqui telefonici e in auto, nei quali il titolare di un’impresa edile spiega nei minimi dettagli o quasi le richieste di un politico di Palazzo Farnese. Tutto è contenuto in un’informativa dettagliata, ancora zeppa di «omissis», depositata insieme agli atti dell’operazione Olimpo. 

L’imprenditore è considerato dagli investigatori vicino all’attuale amministrazione, almeno fino a un certo punto. Siamo nel 2018 e il costruttore si «vanta» di controllare l’allora giunta.

Ma gli 007 si concentrano soprattutto sul rapporto tra il costruttore e uno degli attori principali della politica stabiese, che tra l’altro risulta anche tra gli aspiranti assessori, nell’ambito dell’imminente rimpasto di giunta. Nel mirino, secondo gli investigatori, ci sono lavori pubblici e in particolare quelli finanziati dai fondi europei. Nelle conversazioni captate l’imprenditore spiega candidamente che «il lavoro pubblico viene 3mila lire e loro lo fanno venire 9mila lire». Loro sarebbero proprio i politica. Non solo, nel corso di un colloquio il costruttore ammetteva che il politico l’aveva informato di «14 milioni di euro da spendere nella comunità… che sono arrivati per fare tutta una serie di cose»

Secondo il politico, proprio il costruttore avrebbe dovuto recitare il ruolo di garante di un accordo più ampio sulla spartizione di queste somme, mediante i lavori finanziati dalla comunità europea. «Se io so che ci sei tu, lo so che pensi a me…» avrebbe detto il politico al costruttore. Tanto da sentirsi dire testuali parole: «pensi a tutti quanti e abbiamo risolto il problema»… «ma se tu non ci sei, questi non possono credere che loro fanno tutto e noi restiamo fuori».

Un chiaro riferimento alla spartizione della «torta». Parole che aprono uno spaccato inedito della politica stabiese, almeno in questa fase. Una vicenda che ora rischia di condizionare anche le nomine in vista dell’imminente rimpasto di giunta.

Daniele Di Martino

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