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Cronaca

Weekend di maltempo: neve al Nord e nubifragi al Sud

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Fine settimana caratterizzato dal maltempo che proseguirà fino all’Immacolata

Sarà un weekend di forte maltempo, il prossimo, con neve copiosa sulle Alpi (accumuli di oltre un metro), piogge forti e temporali su coste e pianure, domenica nubifragi al Sud. E il maltempo dovrebbe proseguire per il Ponte dell’Immacolata. Secondo le previsioni di Carlo Migliore, meteorologo di 3bmeteo.com, la causa di queste condizioni meteo sfavorevoli sarà l’estensione di un’area di bassa pressione attualmente presente tra l’Europa occidentale e il Regno Unito e tutta l’Italia. “Sono dinamiche anomale per il mese di dicembre, più tipiche dell’autunno”, nota il meteorologo. Domani l’intensa perturbazione agirà prevalentemente sulle regioni centro-settentrionali. Piogge forti e temporali interesseranno l’area tirrenica soprattutto della Toscana e in serata anche il basso Lazio con possibili nubifragi su Roma. Piogge abbondanti anche su Emilia Romagna e Triveneto, anche qui con possibili temporali e nubifragi, specie sul Friuli. La neve cadrà abbondante sulle Alpi e le Prealpi centro orientali oltre i 700-1100m. Migliore invita poi a fare attenzione ai venti, forti di scirocco sul Tirreno centrale e il medio alto Adriatico con possibilità di burrasche e mareggiate. Domenica nel mirino del maltempo saranno le regioni meridionali con forti temporali e nubifragi su Campania, Sicilia, Calabria e da meta’ giornata anche su Puglia e Basilicata. Piogge abbondanti, sempre secondo il meteorologo di 3bmeteo.com, sono previste anche sul medio Adriatico e in una prima fase ancora su Lazio , Umbria e Toscana. Maltempo si registrerà anche su parte del Nord, segnatamente Lombardia e Triveneto con nubifragi sul Friuli. Nevicherà ancora copiosamente sulle Alpi e le Prealpi. Il maltempo dovrebbe anche proseguire per il Ponte dell’Immacolata: le prime indicazioni di Lorenzo Badellino, meteorologo di 3bmeteo.com, sono per precipitazioni diffuse, in particolare al Centronord e soprattutto sul versante tirrenico.


Cronaca

Superato il milione di vaccinati: Campania prima regione ma De Luca attacca: “Distribuzione squilibrata”

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Il Governatore: “Nostro sistema sanitario efficiente, ma la distribuzione delle dosi è squilibrata”

Tocca quota 1.072.086 il numero delle vaccinazioni somministrate fino a oggi, secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute, e aggiornati a questa sera. Vaccino inoculato a 672.362 donne e 399.724 uomini. I destinatari sono operatori sanitari e sociosanitari (745.651), personale non sanitario (230.461) e ospiti delle strutture sanitarie (95.974). La Campania resta la prima regione d’Italia con 98.505 somministrazioni di Vaccini, su 101mila 145 dosi consegnate fino ad ora, ovvero il 97,4 per cento. Per fasce di età 10.259 dosi sono state somministrate nella fascia di età tra i 20 e i 29 anni; 17.136 nella fascia di età che va dai 30 ai 39 anni; 19.035 sono state somministrate nella fascia di età tra i 40 e i 49 anni; 25.867 nella fascia di età tra i 50 e i 59 anni; 21.547 nella fascia di età che va dai 60 ai 69 anni. “Questo – commenta De Luca – è una cosa che deve farci inorgoglire perché dimostra l’efficienza del nostro sistema sanitario. Ma la sfida più importante, quasi al limite della follia, è  di diventare per fine anno la prima regione d’Italia e d’Europa ad uscire fuori dall’epidemia, ovvero completare la vaccinazione per tutti i campani. La distribuzione dei Vaccini in Italia è squilibrata – ha spiegato De Luca – abbiamo avuto meno Vaccini di quanti ne dovessimo avere in base alla popolazione campana; dobbiamo dunque recuperare una quota in più di Vaccini, ma abbiamo dimostrato di essere molto efficienti”.
I numeri delle regioni. Abruzzo (76,7%), Basilicata (53,4%), Calabria (45,9%), Campania (97,4%), Emilia-Romagna (85,1%), Friuli Venezia-Giulia (75,2%), Lazio (73%), Liguria (64,3%), Lombardia (72,2%), Marche (77,8%), Molise (65,5%), Provincia autonoma Bolzano (72,2%), Provincia di Trento (64,9%), Piemonte (77,5%), Puglia (73,5%), Sardegna (64,3%), Sicilia (71,7%), Toscana (80,4%), Umbria (82,4%), Valle d’Aosta (79%), Veneto (83,5%).

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