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Il silenzio fa più rumore di mille parole: i tifosi stabiesi meritano rispetto!

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Il silenzio fa più rumore di mille parole: i tifosi stabiesi meritano rispetto!

Il silenzio stampa, nel mondo del calcio, è un’ammissione di colpe, è sempre una doppia sconfitta dopo una figuraccia. Ieri la Juve Stabia si è consegnata alle critiche della piazza non concedendo interviste nel post gara di Monopoli. Perché se la sconfitta è stata vergognosa contro una squadra sulla carta nettamente inferiore, l’atteggiamento successivo è stato forse peggiore. Dopo una sconfitta del genere, lasciare da soli i tifosi è stata una mossa sbagliata, decisamente sbagliata. I tifosi meritavano di sapere, meritavano anche delle scuse per come è arrivata la sconfitta, oppure meritavano di conoscere il motivo per il quale Fantacci, ad esempio, anche ieri ha giocato da mezzala. Decisamente fuori ruolo e forse il peggiore in campo, colui il quale invece spesso è stato il migliore e forse al netto delle caratteristiche di tutti è il migliore della rosa allenata da mister Padalino.

E invece, silenzio. Un silenzio destinato a fare tanto rumore, più di mille parole. E una situazione del genere, nata alla prima giornata di ritorno ma soprattutto alla prima vera difficoltà di una squadra che comunque stava rispondendo abbastanza bene sul campo, è grave. Anzi, non ha senso. Sono arrivate due sconfitte consecutive, una contro la migliore e l’altra è stata un passo falso. E allora? Dopo la prima difficoltà si scappa? Sbagliato. Un errore molto più grave rispetto a un gol sbagliato, a un posizionamento difensivo errato o a un cambio tattico di Padalino. Ieri qualcuno doveva metterci la faccia. Qualcuno doveva prendersi le proprie responsabilità dopo quello scempio visto in campo. In questo modo si alimentano solo voci e paure. E rabbia. E i tifosi questi sentimenti li nutrono ormai da due anni. Soprattutto rabbia e paura. Perché il silenzio lo hanno già tollerato l’estate scorsa quando nessuna della vecchia o nuova proprietà si decideva a parlare. Per mesi nessuno ha dichiarato qualcosa alla piazza gialloblu’. I tifosi questo non lo dimenticano e ieri non meritavano questo trattamento.

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Meritano rispetto, anche e soprattutto da questa nuova società. Si faccia chiarezza sugli obiettivi. Si faccia chiarezza, una volta per tutte, dove questa squadra può e vuole arrivare. Basta teatrini, basta show inutili. Basta minacce se non arrivano vittorie. Perché se l’obiettivo è la salvezza, la piazza si metterà l’anima in pace. Ma se già da quest’anno, come il mister e spesso i fratelli Langella hanno dichiarato, gli obiettivi sono un pizzico più ambiziosi, allora va dichiarato una volta per tutte. Castellammare di Stabia non merita questo!


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La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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