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La Lega rifiuta l’assessorato. Saraco: “Preferisco insegnare”

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Certi amori non sbocciano. E nemmeno a San Valentino. Il giorno in cui la Lega rifiuta l’assessorato proposto dal sindaco Gaetano Cimmino. E lo fa pubblicamente attraverso Daniela Saraco, l’insegnante proposta da Tina Donnarumma. Con un post sui social, la Saraco spiega le ragioni del “no”: “Che io abbia scelto l’insegnamento perché ho una missione è indubbio – scrive – Perché chi sta dietro una cattedra, o per quanto mi riguarda in mezzo agli alunni, non ha solo dei doveri, ma ha delle responsabilità. Così come che questo periodo di emergenza sanitaria ci abbia insegnato tante cose è indiscutibile. Sopratutto tra i banchi di scuola (Ecco perché non si finisce mai di apprendere).
In questo momento storico sento ancora di più il peso, mai gravoso, dei miei piccoli, ho da abbracciarli e rassicurarli tutti quando finirà il COVID. Al momento mi sento felice comunque di accorglieli, seppure virtualmente, nella mia casa. Così come sono felice di rispondere alle loro domande che troppo spesso vanno “fuori scuola”(ma chi lo dice che si impara solo attraverso la didattica?)”.
Una premessa per dire di non accettare la nomina di assessore: “Ringrazio il consigliere Tina Donnarumma per avermi proposto all’assessorato all’istruzione. Così come ringrazio il Sindaco Gaetano Cimmino per aver accolto benevolmente la proposta. Mi scuso per essermi arrogata la presunzione di rifiutare ma avrei dovuto rinunciare all’insegnamento attivo. Insomma ho ancora tanti sogni per fare l’assessore. Se sarà destino, il mio, aspetto di crescere ancora un po’…”.

Daniele Di Martino


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Affidamenti diretti, indagano gli 007. Inchiesta partita nel 2018: nel mirino anche un aspirante assessore

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Somme urgenze e affidamenti diretti. Nel mirino degli investigatori sono finiti gli atti con cui sono stati affidati appalti sotto soglia. Nelle ultime settimane sono state acquisite a Palazzo Farnese le documentazioni relative soprattutto alle somme urgenze. D’altronde il grido dall’allarme è stato lanciato, ancor prima dello scoppio della pandemia, dai banchi dell’opposizione. Diverse denunce pubbliche sull’uso degli affidamenti diretti, che poi con l’emergenza Covid sono continuati.

L’Inchiesta della Procura di Torre Annunziata è a 360 gradi sui comuni «caldi» della fascia costiera. Non a caso la prima operazione è scattata proprio a Torre Annunziata con l’arresto di un dirigente comunale. Da lì la necessità di verifiche a tappeto negli uffici tecnici e quindi anche negli uffici pubblici di Castellammare. I raid notturni di questi giorni potrebbero rivelarsi connessi proprio alle recenti indagini.

I riflettori degli investigatori, però, si sono già concentrati a partire dal 2018 sugli affidamenti di Palazzo Farnese. In una lunga e dettagliata informativa, legata all’inchiesta che ha portato agli arresti di politici, tecnici e imprenditori sul caso Cirio, sono finiti sotto la lente proprio costruttori e politici. Telefonate o conversazioni criptate da ambientali in cui si ammetteva, candidamente, di aver avuto rassicurazioni di svolgere lavori di somma urgenza per la messa in sicurezza dei plessi scolastici. Conversazioni in cui compaiono anche esponenti dell’attuale maggioranza di Palazzo Farnese, uno dei quali anche in odore di nomina in giunta nel recente rimpasto in giunta.

Un’informativa che mette insieme il sottobosco della politica e l’imprenditoria locale, i cui esponenti sono sorpresi amabilmente a conversare di fondi europei e su come dirottarli.

Daniele Di Martino

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