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Calcio

Pasquale Padalino ha accantonato il suo credo tattico per il bene della Juve Stabia

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Pasquale Padalino ha accontonato il suo credo tattico per il bene della Juve Stabia

Il calciomercato invernale è terminato da poche ore. Mister Padalino, tecnico della Juve Stabia, in sei mesi ha visto rivoluzionarsi quasi completamente la sua rosa. Ma non solo. Anche la sua idea tattica di base, quel 4-3-3 di zemaniana memoria, l’ha dovuta accantonare. Segno, comunque, di una flessibilità mentale e di una vastità di idee da non sottovalutare. Perché in Italia, troppo spesso, siamo qui a commentare allenatori integralisti e fissati totalmente con i propri credi tattici. Padalino, invece, già da qualche settimana sta lavorando su una difesa a tre, un centrocampo a 5 e un attacco a 2. Oppure a un 3-4-2-1 per esaltare le qualità tecniche di alcune suoi elementi offensivi come Fantacci e Orlando, bravi a imbeccare i compagni in area di rigore.

Questa rivoluzione tattica e di idee si è poi concretizzata in fase di mercato. Sono stati venduti Golfo, Bentivegna, Bubas e Romero, praticamente un intero pacchetto di attaccanti, tra cui esterni offensivi bravi nel 4-3-3. Sono arrivati Marotta e Borrelli, due prime punte versatili, capaci di giocare sia da soli sia con un partner, un “numero 10” alle loro spalle. E perché no, magari anche insieme in caso di necessità. Ma per attuare questo cambio di modulo, la società in accordo col mister (si spera), ha venduto anche Allievi e Codromaz, per acquistare Esposito e Caldore, due difensore bravi nella difesa a tre. E’ arrivato anche un rinforzo sull’out mancino, Elizalde dal Pescara (dall’Uruguay ne parlano benissimo, curiosi di vederlo all’opera a Castellammare), alternativa a Rizzo che effettivamente mancava. Infine, il centrocampo, rimasto praticamente lo stesso (unico reparto salvato dalla rivoluzione Pavone) se non per l’innesto di due giovanissimi come Iannoni e Fioravanti (di cui si conosce ben poco).

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In questi casi si è soliti dare un voto al mercato della società. Probabilmente un 6.5 è il giudizio più giusto e spieghiamo anche la motivazione, o meglio proviamo ad analizzare la situazione. Gennaio è stato il mese della rivoluzione totale in casa Juve Stabia. A partire dalla dirigenza con l’allontanamento di Ghinassi (si dice per motivi personali, ma è molto più probabile che il reale motivo sia stato di natura tecnica) e l’arrivo di Pavone con diversi cambi anche all’assetto manageriale. Poi la rivoluzione di campo. Con ogni probabilità, Padalino ha esaminato a fondo la situazione della sua rosa e avrà tirato le somme: tanti giocatori non sono mai stati adatti al suo ideale. E allora, insieme al nuovo Ds, è partita questa rivoluzione tattica per permettere alla squadra un nuovo rilancio, ma soprattutto per regalare alla piazza una seconda parte di stagione degna di nota. L’unico modo era quello di stravolgere i piani iniziali e cambiare totalmente modulo. Il mercato ha regalato giocatori al mister quantomeno funzionali. Pochi nomi importanti, anzi solo uno che è quello di Alessandro Marotta, espertissimo bomber di Serie C e Serie B. Per il resto tanti giovani, alcuni di essi sconosciuti. Ma probabilmente vogliosi di emergere e affamati di campo. Non dimentichiamoci che anche, ad esempio, Calò quando fu acquistato non era praticamente nessuno. E invece poi…

Per concludere: non è stato un mercato scoppiettante, anzi, a detta di molti caotico e senza logica in casa Juve Stabia. Ma senza fossilizzarci sui nomi delle “stelle” di categoria, una logica in realtà questo calciomercato e questa rivoluzione d’inverno ce l’ha. Ora spetterà, come sempre, al campo giudicare l’operato di società e tecnico, ma soprattutto toccherà ai calciatori dimostrare che questo sconvolgimento tattico ne sia valso la pena.


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A Castellammare contagi da paura. E il sindaco se la prende con l’ex premier Conte

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Castellammare di Stabia. «Abbiamo sempre anticipato con i nostri provvedimenti le decisioni di Governo e Regione, compreso quanto fatto per l’attività scolastica, ed attualmente a Castellammare ci sono misure che vanno ben oltre la Zona Arancione. Ma il virus, purtroppo, continua a correre veloce». Si difende così il Sindaco Gaetano Cimmino preso di mira negli ultimi giorni dalla popolazione che lamenta l’assenza di controlli e l’adozione di ordinanze deboli. Il primo cittadino commenta la decisione dell’Unità di Crisi della Campania che ha predisposto uno screening di massa a Castellammare di Stabia ed altri comuni del comprensorio alle prese con la variante inglese del Covid. Il Sindaco ha sottolineato l’inadeguatezza del Governo precedente «sotto il profilo degli aiuti per chi è costretto a chiudere; sui vaccini il discorso è ancor più grave. Abbiamo adesso massima fiducia nell’attuale Governo del premier Mario Draghi affinché l’Italia ricopra il ruolo che meriti a livello internazionale, ed affinché la voce dei territori e dei sindaci che sono il primo baluardo di difesa dei cittadini si faccia sentire forte e chiara». Infine ha ringraziato la consigliera Patriarca che è intervenuta sul “caso Castellammare” chiedendo al Governatore De Luca interventi di prevenzione di diffusione del contagio.

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