Politica
L’elezione del presidente diventa un giallo, sindaco tentato dalla riconferma di Ungaro
Si torna in consiglio comunale dopo quattro mesi. Lunedì l’aula virtuale si riunirà per consentire ad Alfonso Lucarelli (Forza Italia) e Annamaria Maiello (Solo per Castellammare) di fare ingresso in consiglio, per sostituire i dimissionari (diventati assessori) Antonio Cimmino e Sabrina Di Gennaro.
Un ritorno soft in aula, anche perché gli equilibri della maggioranza non si sono ancora assestati del tutto. Anzi. Sul tavolo ci sono tante questioni irrisolte, nonostante il rimpasto. Le spine di Gaetano Cimmino sono tantissime. La prima: il presidente del consiglio comunale. Vincenzo Ungaro non si è ancora dimesso, il presidente in pectore Emanuele D’Apice inizia a sentire puzza di bruciato, tanto che sui social ha già lanciato segnali (velati) di insofferenza. Si rischia di far saltare l’operazione, con il sindaco costretto a chiedere un altro sacrificio a D’Apice e rinunciare alla guida dell’assise. Un’ipotesi che in queste ora sta circolando a Palazzo Farnese. Anche perché nei prossimi quattro consigli comunali non è prevista la tanto annunciata staffetta Ungaro-D’Apice. Mistero della fede.
C’è poi da capire in che modo includere la Fondazione Dc in maggioranza. Senza assessore, i cugini dello scudo crociato hanno le mani libere. Ma il sindaco Cimmino, in questi giorni, ha inviato un emissario in via Plinio a sondare il terreno e capire se ci sono i margini per continuare a stare insieme. Al momento, è un due di picche. Poi si vedrà.
Daniele Di Martino

