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L’elezione del presidente diventa un giallo, sindaco tentato dalla riconferma di Ungaro

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Si torna in consiglio comunale dopo quattro mesi. Lunedì l’aula virtuale si riunirà per consentire ad Alfonso Lucarelli (Forza Italia) e Annamaria Maiello (Solo per Castellammare) di fare ingresso in consiglio, per sostituire i dimissionari (diventati assessori) Antonio Cimmino e Sabrina Di Gennaro.

Un ritorno soft in aula, anche perché gli equilibri della maggioranza non si sono ancora assestati del tutto. Anzi. Sul tavolo ci sono tante questioni irrisolte, nonostante il rimpasto. Le spine di Gaetano Cimmino sono tantissime. La prima: il presidente del consiglio comunale. Vincenzo Ungaro non si è ancora dimesso, il presidente in pectore Emanuele D’Apice inizia a sentire puzza di bruciato, tanto che sui social ha già lanciato segnali (velati) di insofferenza. Si rischia di far saltare l’operazione, con il sindaco costretto a chiedere un altro sacrificio a D’Apice e rinunciare alla guida dell’assise. Un’ipotesi che in queste ora sta circolando a Palazzo Farnese. Anche perché nei prossimi quattro consigli comunali non è prevista la tanto annunciata staffetta Ungaro-D’Apice. Mistero della fede.

C’è poi da capire in che modo includere la Fondazione Dc in maggioranza. Senza assessore, i cugini dello scudo crociato hanno le mani libere. Ma il sindaco Cimmino, in questi giorni, ha inviato un emissario in via Plinio a sondare il terreno e capire se ci sono i margini per continuare a stare insieme. Al momento, è un due di picche. Poi si vedrà.

Daniele Di Martino


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Castellammare, LeU e PD chiedono l’istituzione del parco urbano delle acque

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I due partiti di opposizione presentano un ordine del giorno

Castellammare di Stabia. «Realizzare il parco urbano delle acque». E’ quanto chiedono Liberi e Uguali e Partito Democratico attraverso un ordine del giorno presentato dai consiglieri Scala e Iovino. «Abbiamo presentato un Ordine del Giorno che impegna il Consiglio Comunale a richiedere al Consiglio Regionale la possibilità di riaprire i termini affinchè la nostra città possa presentare la necessaria documentazione per la realizzazione del Parco Urbano delle Acque. Ad 11 anni dall’emanazione della Legge Regionale è stato perso fin troppo tempo, Castellammare ha tutte le caratteristiche per vedere realizzato uno strumento che insieme alla tutela veda la promozione della nostre risorse. La città di Castellammare di Stabia ha tutte le caratteristiche previste dal regolamento. Un’assoluta straordinarietà e particolarità che non ha eguali nel panorama nazionale e internazionale: in un tratto ben limitato geograficamente e urbanisticamente sgorgano 28 sorgenti con caratteristiche chimiche ed organolettiche ben differenziate. Questo in una fascia di territorio collocata tra Piazza Fontana Grande e La sorgente del Muraglione, comprendendo Via B.Brin e le strade limitrofe, Via Visanola, le antiche Terme, le sorgenti Madonna e Acetosella e la stessa Via Acton».

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