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Politica

Forza Italia dribbla il tabù della commissione d’accesso e difende la giunta: “Tanti progetti messi in campo”

E attacca il leader di opposizione Andrea Di Martino: “Le sue sono solo strumentalizzazioni”

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Se Fulvio Martusciello si è lanciato in una difesa dell’amministrazione dall’incubo scioglimento, il gruppo consiliare di Forza Italia dibbla letteralmente la “questione” commissione d’accesso e preferisce attaccare il leader di opposizione Andrea Di Martino. Non una parola sul rischio scioglimento, una parola diventata un tabù nel vocabolario dei forzisti stabiesi. Ma c’è almeno una difesa dell’operato dell’amministrazione: “L’azione amministrativa non si è mai fermata e prosegue senza sosta. Abbiamo inaugurato il Viale degli Artisti, abbiamo candidato 4 progetti ad una misura del Ministero dell’Interno per ottenere 10 milioni di euro, abbiamo istituito il tavolo permanente con commercianti e associazioni per pianificare la Ztl estiva e svariate altre iniziative – fa sapere Forza Italia – Non ci faremo certo turbare dalle becere strumentalizzazioni architettate da Andrea Di Martino, sedicente leader dell’opposizione che leader non è, dato che il civismo a cui si è rivolto in campagna elettorale è già un lontano ricordo, sfumato per ritagliarsi uno spazio di visibilità all’interno di Italia Viva al fianco di chi non ha esitato a cacciarlo via quando era vicesindaco”.

Poi l’attacco ad Andrea Di Martino: “Finge di non sapere che i tempi si sono dilatati perché, come gli ha ben spiegato il dirigente del settore economico-finanziario in commissione, occorreva un tempo utile per il parere del nuovo collegio dei revisori, che si è appena insediato. Il consuntivo è stato già intanto approvato in giunta il 13 maggio e la commissione di cui lui stesso fa parte ha concordato proprio martedì, insieme a lui, di licenziare il provvedimento venerdì prossimo. E sono 22 i Comuni che hanno ricevuto la diffida prefettizia, una circostanza non certo nuova per questo ente durante le passate gestioni. Nonostante la pandemia, nonostante i tentativi di porre un freno alla nostra azione, abbiamo portato avanti un numero considerevole di iniziative e progetti, come mai prima d’ora in questa città. E continueremo a svolgere il nostro lavoro in totale serenità. Siamo pronti e compatti per il voto del consuntivo di bilancio, gli altri si mettano l’anima in pace”.

dadimar


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Politica

Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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