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Inchiesta Olimpo

Affondo finale del Pd: “Parentele scomode e intercettazioni, Cimmino non è in condizione di fare il moralista”


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affondo finale del pd: “parentele scomode e intercettazioni

Non si fa attendere la contro replica del Pd alle parole del sindaco Gaetano Cimmino. Ormai è un duello social a colpi di post, con accuse reciproche, gravi, molto gravi.

Le parole lasciano il tempo che trovano quando a parlare sono i fatti.
Le cronache di giornali parlano, intercettazioni alla mano, di un boss che sostiene apertamente di aver fatto votare per un candidato consigliere di Forza Italia nelle elezioni del 2018, di parentele, tra i banchi della maggioranza, che definire scomode è un eufemismo, e dalle quali non si sono MAI prese le distanze, di una commissione d’indagine che indaga su condizionamenti ed infiltrazioni camorristiche, di uomini graditi a determinati personaggi (del cui sostegno Cimmino finge di dimenticarsi) inseriti nella squadra di governo ed in ultimo, proprio stamattina appare sui giornali un articolo in cui un killer dichiara candidamente di essere stato agevolato dell’amicizia di un sindaco durante la consiliatura di cui Cimmino era Presidente del Consiglio.
Aspettiamo che la magistratura faccia il suo corso, che i commissari concludano il loro lavoro.
Ma la morale Sindaco quella proprio no! Dovresti fare un bel esame di coscienza, e sarebbe il caso che con te lo facesse anche qualche tuo sodale, perché avete la responsabilità enorme di aver lasciato scivolare questa città nel baratro!
La storia sarà anche maestra di vita ma la storia la fanno gli uomini. E oggi la storia di Castellammare è sotto gli occhi di tutti. Una città allo stremo, senza una visione e senza un respiro. I fondi siamo tutti capaci a prenderli e alla lunga che si vedrà se si è stati capaci di spenderli. Così come non bastano due o tre passerelle mediatiche in nome della legalità e qualche spruzzata di colore per parlare di riscatto e riconquista dei territori.

PARTITO DEMOCRATICO
CIRCOLO DI CASTELLAMMARE DI STABIA


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Politica

Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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il tempo è scaduto! la commissione d’accesso lascia il comune

Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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