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L’EDITORIALE | Castellammare, città senza futuro. Ora serve l’amministrazione «dei migliori» per salvarla. Ma fate presto!

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Castellammare


La città delle occasioni perdute. Avevamo tutto: sole, mare, acqua, terme, industria. Ci è rimasto il mare (ancora inquinato) e il sole che nessuno potrà mai portare via. Avevamo anche un porto, da riqualificare e da far diventare volano per il centro antico, per la città. Avevamo e abbiamo un porto turistico che alla città non ha ancora offerto nulla, nonostante la pioggia di fondi pubblici che ha contribuito a realizzarlo.

Stiamo perdendo tutti i treni. E alcuni passano una volta sola. Così come abbiamo perso (per ora) il treno, o meglio l’ascensore, che collegherebbe il centro cittadino con l’area del parcheggio delle Terme sul monte Solaro. Abbiamo perso l’occasione di un parcheggio interrato in piazza unità d’Italia, in pieno centro, soltanto per il ritrovamento di reperti di epoca romana durante i primi saggi. Con un progetto di valorizzazione di questi elementi antichi ci sarebbe stato probabilmente il via libera all’opera di interesse pubblico. E invece nulla. Non abbiamo valorizzato i reperti e non abbiamo realizzato il parcheggio. Così come un altro parcheggio, un’opera di iniziativa privata, è stato bloccato per altri ritrovamenti. Anche in questo caso nessuno ha mosso un dito.

E se vogliamo spostare l’attenzione su Terme, bisogna stendere un velo pietoso sugli ultimi 30 anni. Il risultato è: beni all’asta e addio definitivo al termalismo. Probabilmente arriverà un privato che comprerà la struttura del Solaro e ne farà quello che vuole, sempre rispettando i vincoli urbanistici sull’area. A meno che non si voglia liberalizzare tutto con un colpo di spugna, ma almeno questo non ce lo auguriamo. 

In via De Gasperi sono rimasti gli scheletri delle fabbriche, un separè orrendo tra la città e il mare. E a proposito di mare, abbiamo i lidi più cari e forse gli unici in Italia che fanno pagare l’ingresso ai bagnanti, per giunta in acque non proprio limpide.

E che dire dei fondi Pnrr. Le città limitrofe sono riuscite ad accedere a tali fondi, Castellammare è l’unica rimasta al palo. Si spera solo per ora.

Nemmeno la storica presenza di ben quattro parlamentari stabiesi è riuscita a far invertire la rotta a una città senza futuro.

E allora serve una profonda riflessione politica. Servono donne e uomini di buona volontà, servono i «migliori» per salvare Castellammare e darle un futuro. Servono personalità e professionisti, eccellenze stabiesi conosciute in Italia e nel Mondo, capaci di mettersi in gioco per dare un futuro agli stabiesi. Al di là degli steccati ideologici. Serve un’amministrazione dei «migliori» e anche in tempi stretti. Un solo appello: fate presto!

DANIELE DI MARTINO


Politica

Crollo al Caporivo, il Comune ordina la messa in sicurezza ai proprietari

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Castellammare

Crollo di un palazzo abbandonato al Caporivo, il Comune ordina la messa in sicurezza ai proprietari. In tutto sono 13 gli eredi e sono stati raggiunti dalla notifica di un’ordinanza contingibile e urgente firmata dal commissario Raffaele Cannizzaro. Gli uffici del settore tecnico hanno al momento messo in sicurezza l’area di Largo Marchese de Turris, o meglio conosciuta come piazzetta del Caporivo, transennando l’area del crollo avvenuto il 14 agosto scorso. Ma sarebbero necessarie ulteriori verifiche per escludere pericoli per l’incolumità pubblica.

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