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Castellammare, sullo scioglimento interviene anche l’ex Presidente della Regione Bassolino

L’ex presidente della Regione Campania interviene sul caso Castellammare

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Castellammare


Castellammare di Stabia. C’è anche il commento di Antonio Bassolino che è intervenuto sullo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia per «accertati condizionamenti sull’amministrazione comunale da parte della criminalità organizzata» si legge in una nota di Palazzo Chigi. L’ex presidente della Regione Campania, già sindaco di Napoli e attuale consigliere comunale, ha dedicato ben due post sulla sua pagina social riportando sia un articolo di Matteo Cosenza che sul Corriere del Mezzogiorno parla di «una brutta pagina non solo della massima istituzione locale ma soprattutto della politica perché è il suo decadimento che ha reso fragili le difese etiche, affievolito la partecipazione e abbassato il livello del confronto fino alla compromissione dell’interesse collettivo» che uno di Luigi Vicinanza sulle colonne di Repubblica. Poi una nota stampa nella quale Bassolino afferma che «la lotta alla Camorra non è ancora priorità per le istituzioni» inoltre «lo scioglimento per infiltrazioni mafiose di un comune importante come Castellammare di Stabia segnala una situazione di particolare gravità – si legge nella nota – La camorra è il nostro principale nemico in tante realtà dell’enorme area metropolitana e nella stessa città di Napoli. Ma la lotta alla criminalità organizzata non è ancora il prioritario impegno delle istituzioni democratiche e delle forze politiche: forza!». Emilio D’Averio

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Scioglimento, ecco il “ricorso in bianco” per desecretare la relazione della commissione d’accesso

La strategia dell’ex sindaco per interrompere i termini e puntare a “smontare” le motivazioni del ministero

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Un ricorso “in bianco”. Così è stato definito durante le riunioni tenute dall’ex maggioranza di Gaetano Cimmino. Una soluzione prospettata dallo studio Clarizia, uno dei principi del foro di Roma, per interrompere i termini e tentare di ribaltare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Stando a quanto depositato dagli avvocati dell’ex sindaco, si tratta quindi di un ricorso che principalmente punta a far desecretare le motivazioni che hanno spinto il governo a sciogliere il consiglio comunale. Perché in realtà, ufficialmente, questi atti non ci sono. Anche se il contenuto è ben noto per essere stato riportato dalle testate giornalistiche. Ma non sarà possibile smontare queste motivazioni, almeno per il momento. Quindi si proverà a richiedere gli atti ufficiali, che per il momento il Prefetto non ha concesso, per poi provare a fare un “ricorso nel ricorso” entrando nel merito della questione.

La maggior parte dell’ex maggioranza ha firmato senza battere ciglio, in tre invece non se la sono sentita di dare il mandato all’avvocato Clarizia.

Daniele Di Martino

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