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Politica

Sostegno elettorale del clan, Martusciello (FI) attacca i dem stabiesi. Elefante (Pd): «abbassare i toni»

L’eurodeputato di Forza Italia interviene sul presunto sostegno del clan ad un candidato del Pd nel 2016. La risposta di Elefante che chiede di «abbassare i toni»

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Martusciello


Castellammare. «Le notizie apparse sulla stampa locale secondo cui nel 2013 il Partito Democratico a Castellammare chiese aiuto ai clan, dimostra quel che diciamo da tempo. Le ragioni dello scioglimento di Castellammare hanno radici profonde, quelle stesse che portarono il centrosinistra a vincere al ballottaggio quell’anno.  Oggi dopo le rivelazioni però, a sinistra nessuno parla e nessuno prende le distanze. La sinistra della doppia morale ha avuto la sua vittima sacrificale e si accontenta. Ma noi invece vogliamo davvero capire cosa accadde in quegli anni, e chi era il regista politico dell’accordo con la criminalità». A dirlo è l’eurodeputato Fulvio Martusciello (Forza Italia) che interviene sul presunto sostegno di un esponente del clan ad un candidato del Partito Democratico nel corso delle elezioni comunali del 2016. Alle parole di Martusciello sono seguite quelle del presidente del circolo locale PD Roberto Elefante che attraverso un commento social ha chiesto di «abbassare i toni». Sulla vicenda dello scioglimento è intervenuto anche Salvatore Gentile, capogruppo uscente di Forza Italia, che ha invitato tutti a «tacere e non adere in polemiche sterili che non fanno altro che colpire, ancora una volta, la cittadinanza tutta».

«Ad essere colpito – prosegue il post di Gentile – è stato l’intero complesso politico stabiese e non solo l’uno o l’altro schieramento. All’interno della relazione che oramai, e non si sa come, tutti hanno avuto modo di consultare ci sono chiari e specifici riferimenti a consiglieri comunali di quasi tutti gli schieramenti politici. Se si ha l’esigenza di raccontare ciò che è riportato non si può condannare una parte restando immune agli occhi dei terzi per il non aver menzionato, così come fa la relazione, anche le persone che appartengono al proprio schieramento politico. Non siamo qui a giudicare nessuno, ma non possiamo permettere che venga riportato solo ciò che si vuole elevandosi a paladino della giustizia essendo coinvolti in prima persona con i propri consiglieri comunali nella relazione. Se è vero che abbiamo arrecato un danno alla Città, anche se personalmente non capiamo il come sia accaduto, allora cerchiamo di avere rispetto dei cittadini, rispetto delle Istituzioni e dei valori cattolici che devono essere a fondamento della nostra collettività».


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Politica

Scioglimento, ecco il “ricorso in bianco” per desecretare la relazione della commissione d’accesso

La strategia dell’ex sindaco per interrompere i termini e puntare a “smontare” le motivazioni del ministero

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Un ricorso “in bianco”. Così è stato definito durante le riunioni tenute dall’ex maggioranza di Gaetano Cimmino. Una soluzione prospettata dallo studio Clarizia, uno dei principi del foro di Roma, per interrompere i termini e tentare di ribaltare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche.

Stando a quanto depositato dagli avvocati dell’ex sindaco, si tratta quindi di un ricorso che principalmente punta a far desecretare le motivazioni che hanno spinto il governo a sciogliere il consiglio comunale. Perché in realtà, ufficialmente, questi atti non ci sono. Anche se il contenuto è ben noto per essere stato riportato dalle testate giornalistiche. Ma non sarà possibile smontare queste motivazioni, almeno per il momento. Quindi si proverà a richiedere gli atti ufficiali, che per il momento il Prefetto non ha concesso, per poi provare a fare un “ricorso nel ricorso” entrando nel merito della questione.

La maggior parte dell’ex maggioranza ha firmato senza battere ciglio, in tre invece non se la sono sentita di dare il mandato all’avvocato Clarizia.

Daniele Di Martino

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