Cronaca
Castellammare, l’Alberghiero non trasloca del tutto: la preside Toricco chiama a vigilare. Intanto la Città Metropolitana cerca un nuovo immobile
Impossibile trasferire tutto in 24 ore.Non siamo scatoloni da spostare, siamo una scuola, fatta di persone, laboratori, percorsi educativi».
Così la dirigente dell’Istituto Alberghiero “Raffaele Viviani”, Fabiola Toricco, ha raccontato a StabiaNews la battaglia affrontata per salvare la sede storica della scuola, dopo che il 10 settembre è arrivata dalla Città Metropolitana una comunicazione che imponeva il trasloco immediato nel plesso Savorito.La decisione iniziale prevedeva lo spostamento dell’intero istituto da 4.500 a 2.500 metri quadri. «Ci saremmo ritrovati senza cucine, laboratori, sale accoglienza, senza ciò che rende il Viviani una scuola vera.
Ci siamo ribellati», spiega la preside.La situazione si è aggravata con il distacco della fornitura di gas, poi ripristinata con scuse ufficiali da parte della Città Metropolitana.
Un dettaglio?Non per una scuola alberghiera, dove cucinare è parte del programma.
Dopo giorni di tensione e proteste, è arrivata la svolta.L’accordo con la Città Metropolitana prevede un trasferimento solo parziale: otto aule andranno al Savorito durante la pausa natalizia.
In cambio, l’ente si è impegnato a costruire nuovi laboratori per non sacrificare l’offerta formativa. «Ringrazio il sindaco di Castellammare, la consigliera delegata della Città Metropolitana, l’assessore regionale alla scuola.Ma soprattutto i cittadini, le associazioni, chi ci è stato vicino», ha detto Toricco. «È grazie alla pressione collettiva se oggi possiamo parlare di un’intesa».
Nel frattempo, la Città Metropolitana ha pubblicato un avviso pubblico per acquistare un nuovo edificio da destinare definitivamente all’Alberghiero Viviani.L’immobile dovrà trovarsi a Castellammare, avere almeno 25 aule, laboratori per cucina, sala, accoglienza turistica, palestra, parcheggi e tutte le certificazioni richieste per l’uso scolastico.
Le proposte dovranno essere presentate entro il 31 ottobre 2025. «Io chiedo solo questo – conclude la preside –: che i miei alunni non perdano neanche un giorno di lezione, che abbiano spazi dignitosi per imparare un mestiere. È per loro che sto lottando.Ora tocca a tutti noi vigilare insieme perché gli impegni presi siano rispettati»

