Cronaca
San Leonardo, chiude per un mese il reparto di Ortopedia: “Decisione inaccettabile”
Dal 25 luglio al 16 agosto sospesi i ricoveri. Il sindacato attacca la Direzione: “Il San Leonardo non può essere depotenziato. Chiediamo l’immediata revoca del provvedimento”
Scoppia la protesta della FIALS contro la decisione di sospendere le attività della U.O.C. di Ortopedia del Presidio Ospedaliero San Leonardo dal 25 luglio al 16 agosto 2026. Il provvedimento, contenuto nella nota prot. n. 171220 del 1° luglio 2026, dispone la sospensione dei ricoveri ortopedici e il trasferimento dei pazienti verso altri ospedali della rete.
Durante il periodo di chiusura resterà attiva soltanto una consulenza specialistica ortopedica nelle ore diurne e limitatamente ai giorni di presenza del personale dirigente. La Centrale Operativa Territoriale 118 è stata inoltre invitata a non inviare pazienti ortopedici al San Leonardo, ma a dirottarli verso altri presidi.
Una scelta che la FIALS definisce «grave e incomprensibile», soprattutto considerando il ruolo strategico del San Leonardo, punto di riferimento per un bacino di utenza di circa un milione di abitanti.
«Non possiamo assistere in silenzio all’ennesimo depotenziamento di un ospedale che rappresenta un presidio fondamentale per il territorio. È una decisione che penalizza i cittadini e mette ulteriormente sotto pressione gli operatori sanitari», afferma il sindacato.
Secondo la FIALS, il provvedimento rischia di creare notevoli disagi soprattutto nei casi di emergenza. I pazienti che si presenteranno autonomamente al Pronto Soccorso con traumi o altre urgenze ortopediche potrebbero infatti essere stabilizzati e successivamente trasferiti in altri ospedali, con inevitabile allungamento dei tempi di assistenza e un maggiore sovraccarico delle strutture già operative.
Il sindacato evidenzia inoltre come il periodo interessato coincida con il picco estivo, quando il territorio registra un significativo incremento della popolazione e, di conseguenza, degli accessi ai servizi di emergenza-urgenza.
«Non è accettabile che siano i cittadini a pagare le conseguenze delle carenze organizzative. Un ospedale come il San Leonardo deve essere messo nelle condizioni di garantire tutti i servizi essenziali, senza interruzioni che compromettono il diritto alla salute», sottolinea la FIALS.
Per questo motivo è stata formalmente chiesta al Direttore Generale l’immediata revoca della disposizione e la convocazione urgente della Direzione Strategica insieme a tutte le Organizzazioni Sindacali per individuare soluzioni alternative che consentano di mantenere operativo il reparto.
L’organizzazione sindacale conclude con un appello affinché venga tutelata la sanità pubblica del territorio: «Difendere il San Leonardo significa difendere il diritto dei cittadini a ricevere cure tempestive, sicure e di qualità. Su questa vicenda continueremo a vigilare e siamo pronti a mettere in campo ogni iniziativa utile per evitare un ulteriore impoverimento dell’offerta sanitaria».

