Politica
Regali fino a 100 euro, «talpe» anonime e uso limitato dei social: ecco il codice etico dei comunali stabiesi
Un codice di comportamento per i dipendenti comunali di Castellammare. Una serie di regole, anche ovvie, che gli impiegati di Palazzo Farnese saranno chiamati a rispettare. Un vero e proprio codice etico elaborato dal segretario generale dell’ente, Loredana Lattene, sugli standard di comportamento. I dipendenti dovranno mostrarsi disponibili e gentili con i cittadini, dovranno prestare ascolto, dovranno garantire trasparenza (se ancora non lo fanno!), ma soprattutto efficacia ed efficienza.
La regola più bizzarra è all’articolo 8 del codice etico: ogni dipendente che aderisce ad associazioni oppure organizzazioni è tenuto a comunicarlo. Il dipendente è comunque tenuto ad astenersi dalle attività d’ufficio che possano avere un coinvolgimento con l’attività dell’associazione. Non è il caso, invece, di iscrizioni a partiti politici o sindacati. In questo caso c’è una libertà di scelta senza dover denunciare all’ente.
In ogni caso, il codice pone l’attenzione sul conflitto di interesse eventuale del dipendente, soprattutto nei casi di collaborazioni esterne con soggetti privati che lavorano per la pubblica amministrazione e in particolare per il comune di Castellammare.
All’articolo 10 si istituiscono anche le «talpe» interne. Chi si rende protagonista di una segnalazione di grave irregolarità o di violazioni del codice, oppure di fenomeni di corruzione, può segnalarlo tranquillamente garantendo l’anonimato. C’è un apposito link attraverso il quale fare segnalazioni di ogni sorta.
Capitolo a parte è dedicato all’uso dei social network. Secondo il codice di comportamento, il dipendente non può divulgare sui social informazioni riservate sulla vita amministrativa di Palazzo Farnese.
Non ultimo, invece, l’articolo dedica ai «regali» che ogni dipendente può accettare: l’impiegato non può chiedere regali e altre utilità, e fin qui ci siamo. Soprattutto non può accettare presso la propria abitazione regali da soggetti con cui intrattiene rapporti per motivi di servizio, «salvo quelli d’uso di modico valore effettuali occasionalmente nell’ambito delle normali relazioni di cortesia e nell’ambito delle consuetudini locali». In pratica, il «regalino» non può superare il valore di 100 euro, una somma limite per ogni anno solare.
Meglio di niente.
Daniele Di Martino

