Politica
Fondi per Antiche Terme e quel patto tripartisan per gestire i 140 milioni per gli Scavi
Un dossier segreto sui progetti e sulla pioggia di milioni pronta a cadere a Castellammare. Un gruppo di associazioni pronte a mettere le mani sulla gestione dei 140 milioni previsti. Società di recente costituzione già in partenza per gestire l’indotto intorno al percorso legato ai beni culturali individuato dai tecnici del ministero. A tutto questo ora si aggiunge anche il finanziamento di 500 mila euro per le Antiche Terme, recentemente approvato dal consiglio regionale. E’ il frutto di un emendamento presentato da Armando Cesaro, di Forza Italia e quindi dell’opposizione, condiviso e votato anche da Pd e Movimento Cinque Stelle e dalla galassia di gruppi che sostengono il presidente De Luca. Il tutto lascia presagire un patto tripartisan nel tentativo di aggiungere un altro tassello al un percorso di valorizzazione dei beni culturali e a vocazione turistica, ma che presenterebbe una regia occulta volta alla gestione dell’intero affare cultura a Castellammare.
La circostanza ancora più curiosa è che proprio in questo momento l’emendamento ha superato la prova del consiglio regionale, visto e considerato che ormai dal 2015 veniva proposto da Forza Italia in ogni legge di stabilità della Regione Campania. L’emendamento è sempre stato bocciato. Questa volta, anche in virtù dell’alleanza Pd-Cinque Stelle, il provvedimento è riuscito a passare.
Nei mesi scorsi ne abbiamo parlato e anche soprattutto il quotidiano Metropolis ha portato alla luce il progetto segreto nelle mani di alcune associazioni pronte a mettere le mani sui 140 milioni. Nel frattempo si sono create le condizioni per un finanziamento per le Antiche Terme, che secondo il progetto dovrebbero rientrare e pieno titolo nell’affare. Il problema è che, nonostante gli annunci in pompa magna di tali fondi, non si riesce ancora a comprendere a cosa sarebbero vincolati tali fondi. La messa in sicurezza delle fonti? O interventi per consentire la riapertura? Oppure voci generiche sulla valorizzazione del complesso termale. Tutto questo alimenta sempre più dubbi e la poca chiarezza sull’operazione.
DANIELE DI MARTINO

