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Politica

Piano di mobilità, caos via Marconi. Fratelli d’Italia: «Ripensare il divieto»


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«Va bene il ripristino del senso di marcia per via Marconi, ma bisogna ripensare al divieto per chi è proveniente da viale delle Puglie». Fratelli d’Italia, attraverso il consigliere comunale Ernesto Sica, torna a chiedere correttivi al piano di mobilità.
«Qualche giorno fa, in un post su Facebook, parlando della centralità del PUM per lo sviluppo della nostra Città, scrivevo dell’importanza di adeguati accorgimenti al piano, che pur con Fratelli d’Italia abbiamo suggerito, sperando che non si commettessero ulteriori errori di attuazione» è la premessa di Sica. «La sensibilità dell’amministrazione – prosegue – nei confronti di suggerimenti e critiche provenienti da cittadini e commercianti ha portato a dei primi importanti correttivi del piano traffico (non potendo parlare ancora compiutamente di PUM) ma, in alcuni correttivi, ritengo personalmente che ci siano degli errori. Sono stato fra quelli che hanno chiesto i ripristino del senso unico a scendere di via Marconi verso il Liceo Classico ma ritengo che sia sbagliato per chi proviene da viale delle Puglie vietare la svolta per scendere a via Marconi.
Non sono di certo un urbanista ma credo che alcune scelte siano di buon senso.
Come ritengo di buon senso, in un momento di cambiamento e difficoltà per i commercianti, intensificare la lotta alla vendita di merce contraffatta a Via Bonito e sul lungomare, distribuendo meglio forze ed attenzione. Essendo convintamente parte di questa maggioranza e credendo nella necessità dell’attuazione del Pum, ritengo necessario ed utile portare il mio contributo costruttivo. Svolgendo il mio ruolo di ascolto riguardo le criticità che mi sottopongono i cittadini, data la mia disponibilità all’ascolto ed all’aiuto concreto, sono certo di contribuire a rafforzare l’amministrazione».
Infine, Sica lancia un appello all’amministrazione: «La Città ha bisogno del Pum ma allo stesso tempo non può soffrire disagi oltremodo. Chiediamo un sacrificio alla Città per raggiungere obbiettivi di sviluppo e benessere collettivo per il futuro ma dobbiamo impegnarci sempre più per diminuire le difficoltà del presente».


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Politica

Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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