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Calcio

Giallo Mastalli, si opera all’insaputa delle Vespe

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Mastalli e la Juve Stabia, un giallo che di ora in ora si avvicina all’inevitabile epilogo. Ma partiamo dall’inizio. Con ordine.

Mercoledì 7 Agosto 2019, il capitano delle Vespe si ferma in allenamento per un infortunio al ginocchio. Di lì un lungo calvario, contornato da alcune sporadiche e poco convincenti presenze sul rettangolo di gioco, accompagnate da altrettante ricadute. Nel mezzo, alcuni “mal di pancia” poi culminati -a quanto pare- con il rinnovo dell’accordo con le Vespe. Sino a due giorni fa.

Come vi abbiamo anticipato, il rapporto tra il mediano bolognese ed il sodalizio gialloblù da tempo sembrava incrinato, tanto che secondo alcune fonti, le due parti fossero ben lontane da un rinnovo. Poi però la goccia che ha fatto definitivamente traboccare il vaso. Secondo alcune indiscrezioni, pare infatti che l’ex Milan lo scorso martedì, sia partito in gran segreto alla volta di Bologna per sottoporsi ad un intervento di “pulizia” del ginocchio. Dato per altro confutato dalle diverse foto postate sui propri social dall’atleta emiliano, che appunto lo ritraggono nel post operazione. Sin qui nulla di strano, eccetto un particolare non di poco conto: sembra che alla Juve Stabia nessuno abbia autorizzato l’intervento e il giocatore si sia sottoposto all’intervento chirurgico di propria iniziativa. Uno smacco intollerabile per la società stabiese, che rischia di compromettere definitivamente le tenue speranze di prolungamento del rapporto tra le parti.

Già, perché se qualche giorno addietro Giuseppe Langella aveva tranquillizzato la piazza promettendo il proprio impegno a riprendere il discorso (il giocatore è in scadenza, ndr.) ora gli scenari sono definitivamente cambiati ed i gialloblu stanno ponderando alcune ipotesi, che in tutti i casi prevedono risvolti negativi.

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I POSSIBILI SCENARI – Secondo quanto emerge, i quadri dirigenziali sarebbero all’opera per valutare il da farsi. Saranno ore di riflessione per la dirigenza gialloblè. In questi giorni, se non addirittura ore, si conoscerà il destino dell’ormai ex capitano della Juve Stabia.

I MOTIVI – Un “volo del cuculo” che forse vola sospinto da motivazioni ben più profonde che dalla mera incomprensione. Il volto di Mastalli da tempo è sinonimo di garanzia nello spogliatoio stabiese. Lo confermano la fascia di capitano che da tempo sfoggia sulla casacca stabiese e la lunga militanza che negli anni lo hanno portato a passare da “regalo di Galliani” ad anima della Juve Stabia. Poi però, qualcosa si è incrinato, passi il drammatico infortunio -e le annesse ricadute- nel passato il tenace centrocampista, aveva più volte confessato alla dirigenza di voler cambiare aria ma prontamente era arrivato il rinnovo. Questa volta no. Forse alla base dell’adieu l’interessamento concreto di un nuovo club pronto ad ingaggiarlo a fine stagione. Non è dato sapere di quale area geografica del globo. Alcune fonti descrivono la pista inglese, altre invece un tentativo di avvicinamento a casa per raggiungere la compagna, con cui spera di convolare a nozze nel prossimo periodo. Fatto sta che oramai le speranze di un continuo al Menti, sembrano ridotte al lumicino.

Gianluca Aprea – ForzaVespe


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La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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