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Castellammare, città delle acque perdute. Bufera sul sindaco: «Tre anni di nulla!»

L’affondo di Andrea Di Martino (IV) e Tonino (LeU)

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La città delle acque perdute. Dopo il botta e risposta tra il sindaco Cimmino e il Movimento Cinque Stelle, l’opposizione alza il tiro sulla questione Terme. Al di là del caso legato alla mancata concessione delle fonti termali, Italia Viva e Liberi e Uguali sparano a zero contro l’amministrazione. E’ un coro unanime: «Tre anni di nulla».
Per Andrea Di Martino, infatti, sono stati «tre anni di inerzia e la città perde le acque».
E ancora: «Il sindaco Cimmino, piuttosto che rimboccarsi le maniche e lavorare, è divenuto un signor censore dei comportamenti altrui – prosegue Di Martino – Ad ogni critica che riceve, trova sempre una pagliuzza nell’occhio di chi la muove, ignorando completamente la trave che lo riguarda. La città perde le sue acque perché in tre anni, oltre che conferire inutili incarichi, non si è mosso nulla per rilanciare le Antiche Terme. Questa è la dura realtà. Solo chiacchiere, vuoti proclami e fango nel ventilatore. Allora sindaco è inutile attaccare la deputata Manzo che semplicemente ti ha ricordato che il re è nudo. Le acque le abbiamo perse perché la città di Castellammare se ne fosse divenuta concessionaria, nel giro di un anno, non sarebbe stata nelle condizioni di garantirne la fruizione ai cittadini e la legge questo non lo consente. D’altro canto questo già avviene per le fonti Vanacore che stanno li abbandonate e prive di manutenzioni, se non fosse per la benevolenza che il presidente De Luca ha verso la nostra città, avremmo già perso anche quella concessione. Questi sono i fatti. Il resto vuote chiacchiere con le quali si riempiono le vacanze di questa amministrazione. Tre anni son passati e sono più del tempo che ti resta per rispettare l’impegno che avevi assunto con la città: “riaprire le Terme in un anno”. Meno chiacchiere e più fatti, che il tempo è già scaduto».
Anche Tonino Scala non usa mezzi termini: «Tre lunghi anni di inerzia associata a ciucciagine. Oggi Castellammare perde le concessioni di una parte delle sue acque minerali quelle delle Antiche Terme. Serve a poco dire lo avevamo detto e ripetuto in aula. Per tre lunghi anni ci siamo sentiti dire come in un vecchio vinile incantato, la colpa è di chi ha governato in passato. Vero, chi dice il contrario, ma questa litania non era del tutto esatta perché tralasciava un pezzo di verità ovvero che, con ruoli diversi, lo stesso sindaco aveva governato negli ultimi 20 anni. Le responsabilità erano di altri e mo’? Con chi vogliamo prendercela con il monaciello? Quando si parla parla parla, si danno consulenze senza indirizzi e non si ha una visione d’insieme della città questi sono i risultati. Oggi questa amministrazione del fare un bel nulla perde la concessione: un capolavoro».
Daniele Di Martino


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Castellammare volta la faccia a Di Maio, solo Cirillo tentato dal ministro

Il Movimento Cinque Stelle stabiese compatto con Conte. Il consigliere regionale deve sciogliere ancora la riserva

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Mentre Luigi Di Maio fa campagna acquisiti nei consigli comunali della provincia di Napoli, a Castellammare sembra tutti schierarsi con Giuseppe Conte. Nessuna emorragia per i grillini stabiesi. Le stesse deputate Carmen Di Lauro e Teresa Manzo si sono schierate sin dal primo momento con il Movimento. Anche tra gli iscritti ed ex consiglieri comunali, nessuno è stato attirato dalle sirene di Luigi Di Maio. +

L’unico che starebbe valutando l’ipotesi di abbracciare “Insieme per il Futuro” è Luigi Cirillo, consigliere regionale eletto nel movimento Cinque Stelle per la seconda volta tra i banchi del centro direzionale. Del resto in Regione sono in tanti a seguire il ministro degli Esteri, compresa la Ciarambino. Ci sarebbe addirittura un accordo per entrare in maggioranza, come infatti l’invito di De Luca a Di Maio è stato quello di creare insieme una grande forza riformista. E quindi avanti con le grandi manovre.

Daniele Di Martino

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