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Scioglimento, inchiesta dell’Antimafia sul Comune: tremano i politici

Fari dell’Antimafia accesi sul comune, un’ inchiesta in corso e top secret fa tremare i politici cittadini

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Castellammare di Stabia. Un’inchiesta dell’Antimafia su politici che hanno frequentato le stanze del potere cittadino negli ultimi anni. E’ il dettaglio che emerge dalle cinquanta pagine della relazione di accompagnamento al decreto di scioglimento del Consiglio Comunale condita di omissis. Un aspetto che fa tremare la politica cittadina, ci sarebbe infatti una relazione top secret proprio della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che sarebbe stata inoltre determinante per lo scioglimento in Consiglio dei Ministri. L’attenzione dell’Antimafia su Castellammare di Stabia è sempre stata alta solo tuttavia dal 2017 si sono accesi i riflettori quando l’allora sindaco Antonio Pannullo denunciò al pm della Dda Cimmarotta «il fiato sul collo della camorra» alcune settimane prima di essere mandato a casa. Dichiarazioni pesanti che portarono l’allora primo cittadino ad essere ascoltato dai carabinieri e in Commissione Parlamentare Antimafia.

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Per la Dda di Napoli è «univoco e coerente il collegamento dell’amministrazione comunale con la criminalità organizzata che domina storicamente il territorio» ma non solo. Anche «l’apparato amministrativo ha collegamenti con la criminalità. Particolarmente rilevante, quale indice di permeabilità assoluta, è per la Procura la gestione dei beni confiscati, con false relazioni della Polizia Municipale in relazione alla verifica dei beni immobili». Dello stesso parere anche il Procuratore Capo del Tribunale di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso così come emerge dalla relazione di accompagnamento del Prefetto di Napoli Palomba dal quale emerge che ci sono «indagini pendenti, alcune delle quali ancora non rivelabili, fanno emergere un quadro generale di opacità e permeabilità dell’Amministrazione a fenomeni corruttivi, oltre che alla criminalità organizzata». emidav

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ELEZIONI | Reddito di Cittadinanza, proposta di Nora Di Nocera: “Va implementato”

La candidata al Senato per il centrosinistra: “Mantenere una parte del sussidio anche dopo aver trovato lavoro”

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“Il redddito di cittadinanza va implementato e va mantenuto anche dopo aver trovato un lavoro”. E’ la proposta di Nora Di Nocera, candidata per il centrosinistra al Senato per il collegio di Castellammare-Torre, in vista delle elezioni del 25 settembre.

“Il reddito di cittadinanza è una misura sacrosanta che va salvaguardata ed implementata. Il rdc, inoltre, ha permesso a tanti italiani di beneficiare di un reddito in un momento molto complicato per l’intero Paese che ha attraversato la crisi economica e sociale derivante dalla pandemia da Covid – spiega la candidata – Del resto, la storia ci dice che è stato il Partito Democratico ad aver introdotto tale misura come reddito di inclusione, poi diventato reddito di cittadinanza. E’ perciò vero che il reddito viene percepito in Campania e nel Sud Italia in percentuale maggiore rispetto al Nord, ma non penso né che possa condizionare il voto né che sia un disincentivo al lavoro nella nostra regione. Se ci sono dati in tal senso allora dobbiamo inserire la possibilità per i percettori di mantenere una parte del sussidio nel caso in cui trovino un impiego. L’accompagnamento al lavoro è una necessità di cui bisogna discutere, ma parliamo comunque di una misura necessaria di contrasto alla povertà, che ricordo a tutti che non è una colpa. Dati Istat confermano che nel 2020 grazie al reddito di cittadinanza e di emergenza si è evitato che circa un milione di cittadini arrivasse sotto la soglia della povertà assoluta”.

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