Ombre, inchieste e scioglimento: il 2022 è l’annus horribilis per Castellammare

Dopo gli omicidi di due consiglieri comunali e dopo il fallimento delle Terme, il 2022 è stato forse l’anno più brutto per la città di Castellammare di Stabia. Doveva essere l’anno del rilancio, di tanti progetti da cantierizzare. E invece è stato l’annus horribilis. L’anno dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Un’accusa infamante per la città e per la classe dirigente. Secondo investigatori e alti funzionari dello Stato, Castellammare è una città stritolata dalla malavita organizzata, capace di incunearsi ovunque, anche nelle maglie della vita amministrativa e nella politica cittadina. 

La mattina del 24 febbraio scorso è crollato tutto. Nel consiglio dei ministri presieduto dall’allora premier Mario Draghi arriva la doccia fredda per la città stabiese: scioglimento per infiltrazioni mafiose. E una lunga relazione che mette a nudo tutte le falle di Palazzo Farnese e dei politici che da anni albergano in quelle stanze. Chiaramente il dito è puntato sull’ultima giunta, quella guidata dal sindaco Gaetano Cimmino, di centrodestra. In breve tempo arriva la commissione prefettizia guidata da Raffaele Cannizzaro.  E la città si ritrova senza una guida politica, con i fondi Pnrr in arrivo e ancora tanto da programmare per cercare di risollevare le sorti stabiesi. 

Nel frattempo 14 politici stabiesi vengono citati in giudizio ipotizzando l’incandidabilità in seguito allo scioglimento per infiltrazioni. E l’ex sindaco e i suoi hanno presentato un ricorso al Tar chiedendo l’annullamento del procedimento di scioglimento, sentenza che arriverà a breve. Mentre per l’incandidabilità il tutto sembra arenato al tribunale di Torre Annunziata. 

Per non farsi mancare nulla dal punto di vista giudiziario, febbraio è anche il mese degli avvisi di garanzia per manager e politici che hanno gestito Terme di Stabia. Tutti indagati per bancarotta, compreso l’ex sindaco Luigi Bobbio e gli altri manager e tecnici indicati dalla sua amministrazione. Mentre la Sint, società che detiene il patrimonio immobiliare delle Terme, va in concordato e si appresta a vendere i beni all’asta, a meno che la Regione - come paventato da De Luca - non voglia rilevare l’area per farci un ospedale e un polo universitario. Progetto messo in campo ma che non vede ancora la luce. 

Per restare in tema, è stato riaperto il caso dell’omicidio di Sebastiano Corrado, sindacalista e consigliere comunale giustiziato dalla camorra negli anni ’90. Così sono scattati i primi avvisi di garanzia per mandanti, killer e talpe.  

Tra le poche cose positive c’è il ritorno della balneabilità su tutto il tratto di costa di via De Gasperi. Sognato da anni, è diventato realtà questa primavera. E ora si punta a rendere pulito anche il tratto di mare antistante la villa comunale per completare l’opera di risanamento del litorale stabiese. 

E’ anche l’anno in cui lo Stato riesce ad assestare qualche colpo alla camorra. E’ caso del super-narcos stabiese Raffaele Imperiale, il cosiddetto boss dei Van Gogh, i cui quadri rubati furono ritrovati nella villa di famiglia nella periferia nord di Castellammare. Imperiale viene prima estradato a marzo, poi decide di collaborare con la giustizia, diventando il pentito d’oro nelle mani della direzione distrettuale antimafia napoletana. E notizia delle ultime settimane che il boss dei Van Gogh sta raccontando tutti i segreti della camorra campana ai magistrati. 

E’ anche l’anno dell’invasione russa in Ucraina, con tante iniziative stabiesi a favore delle popolazioni colpite dalla guerra. A Castellammare si sono rifugiati in tanti, ottenendo ristoro e aiuti dalle associazioni di volontariato e dalla chiesa. 

E’ stato anche il 2022 che ha consegnato il Paese alla destra di Giorgia Meloni, dopo le elezioni anticipate. Castellammare ha eletto i suoi rappresentanti in parlamento e tra questi c’è la conferma di Carmen Di Lauro e la novità dell’attore Gaetano Amato per il Movimento Cinque Stelle. Escono di scena gli ex deputati Antonio Pentangelo e Lello Vitiello. Entra la stabiese di adozione Annarita Patriarca, ormai unico riferimento del centrodestra in orbita maggioranza di governo.  

L’anno si chiude con il bizzarro accordo tra Marina di Stabia e Comune di Pompei, che di fatto consegna il porto turistico alla città mariana, lasciando Castellammare con un pugno di mosche. Senza sviluppo. E un altro anno è passato senza le opere a terra che invece cambierebbero il volto dell’area a nord della città. 

DANIELE DI MARTINO

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